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26 novembre 2008

Ho tenuto

la tenerezza in una mano. E poi nell'altra.
Saperla anche mia ha colmato una mancanza. Di quando da bambino non potevo. Non volevano. E anche se adesso non ci sei più, di te mi resta il colore della neve tra le mani nude. E la sensazione di te che ti sciogli mentre passi nelle fessure delle mie dita aperte.
Sei neve calda e tremi. Sei seta bianca colpita dal sole.
E splendi.

Beatrix Potter - Three Little Mice Sat Down to Spin
[...I make a shrine for you...]

17 marzo 2008

Se

il segreto per rendere felici gli altri è assecondarli, io voglio un mondo pieno di tristezza e disperazione.
Voglio che i bambini muoiano di fame. E che siano i loro genitori a seppellirli. Voglio che il debole soccomba sempre. Sconfitto e dimenticato. E voglio che il malato si aggravi e che il sano si ammali. Voglio che aumenti la desertificazione e che si sciolgano i ghiacci perenni.
Voglio che, chi dorme, riempia la barca di pesci. E che, chi di colpo è ferito, all'istante perisca.
E voglio farmi anche un'insalata fresca.
Con l'erbavoglio del giardino del re.

Albrecht Dürer-I quattro cavalieri dell'Apocalisse,1497-98
[...only clowns would play with those balloons...]

01 novembre 2007

Ogni volta

che ce ne andiamo io mi giro e continuo a salutarli con la mano.
Perchè forse è l'ultima volta, mi dico.
E sorrido.
Perchè mi piace pensare che l'ultima volta che ci siamo visti, ci siamo salutati sorridendo.
Anche se in realtà lei piange. Per me.
Anche se in realtà lui ride. Per me.
E dopo essere partiti e aver preso la grande curva, io mi giro ed è in quel momento che riappare la casa. Lontana.
Michael Kenna - Moai, Study 2, Rano Raraku, Easter Island. 2000
[...why can't this be killing you...]

27 aprile 2007

Non so

dirle del sogno che ho fatto.
C'era suo padre. Mio nonno.
Nel prato davanti casa in lontananza. Cammina con altre persone vicino al basso muro di pietre. Non guarda verso di me. Sta di profilo e parla. Ma non sento una parola. E' troppo lontano.
Delle persone con cui cammina ne ricordo solo una. Mia nonna. L'altra.
I vivi che camminano coi morti. E parlano. E ridono. In sogno.
Lei saprebbe dirmi cosa significa. Ma io non voglio scoprirlo. Preferisco il dubbio.
Sono passati dieci anni da quando se n'è andato. Me ne sono ricordato solo oggi.
Ricordo che quella mattina lei piangeva al telefono. A sua madre diceva vorrei essere un
uccellino e volare da te. Parlavano nel loro incomprensibile dialetto.
Trovai tenere quelle parole. E dolorose. Significava che non saremmo andati. Il paese era isolato. Le strade chiuse. Troppa neve.
L'avevo sognato qualche notte prima. Col vestito della domenica. E il suo cappello. Quello buono. Mi sorride e mi saluta. Poi si allontana.
Lentamente sale la salita dietro casa.

aboriginal art dream spirit
[...I kiss you, I miss you...]

04 luglio 2006

Dare

la colpa al destino. E' più facile che prendersi la responsabilità di una vita che non sento mia.
Non riesco ad addormentarmi. Non subito, almeno. Qualcosa in bocca. Ha il sapore dolce del metallo. Con due dita tiro fuori un anello. Il primo, di una lunga catena. E' così che sento i miei pensieri stanotte. Scivolano sotto i denti e passano tra le mie labbra. Esce dalla mia bocca una infinita catena di se .
Mi culla il tintinnio delle mie stesse parole. E mi addormento, alla fine. Sperando di non sognare.

il matto
[...just let it take you...]

29 marzo 2006

Eppure

quella sera eri bellissimo. Nei tuoi occhi la mia stessa disperazione. Sei venuto a riprenderti il tuo cuore. Da troppo tempo in mani insicure. Le mie. Riluttante te l'ho restituito. Era caldo il tuo cuore. Ed ora è fredda la mia tasca. Ne scavo il fondo con le dita, come mio solito. La stessa sensazione di quando infilo le mani senza guanti nella neve. La pelle brucia intorno alle unghie.


[...slow motion you fall like a blossom...]

09 marzo 2006

Avvolgo

le bende dei ricordi attorno alle mie mani. Mi preparo allo scontro.
Sono alla stazione e aspetto. Fermo. Dove inizia la linea gialla. Il tempo tradisce la mia memoria. Non ricordo più il numero del binario. Uno, forse due. Forse. Le mie mani scavano il fondo delle tasche. Non è lì che troveranno pace. Il cielo a tratti è coperto. Forse pioverà. Ma tanto ho l'ombrello. Probabilmente a questo penso mentre aspetto. Eccolo. Ricordo esattamente il momento in cui l'ho visto. Si avvicina. Probabilmente sorrido. E poi un abbraccio impacciato.
Più tardi sarebbe piovuto col sole.
Avrei visto la luce riflettersi sulla città bagnata. Come mai prima.
E mi sarei innamorato.
Ma questo non potevo saperlo.


[...all my world in one grain of sand and you own it...]

28 ottobre 2005

Non posso

più contare su di te,mi dice. Con naturalezza.Come se avesse detto,passami il pane.
Hai ragione,le rispondo. Mi dispiace,aggiungo.
Mento. La verità è che dal posto in cui adesso mi trovo le sue parole arrivano ovattate.
E' come se mi soffiasse piano nell'orecchio. Nulla di più.

[..it's a strange day,no colors or shapes,no sounds in my head..]