Quando
sogno che intorno a me c'è nebbia, mi sveglio sentendomi come fossi in ritardo. Eppure non ho un appuntamento. Sento come se un motore compisse migliaia e migliaia di giri per permettere al mio corpo semplicemente di mettersi in piedi. O aprire gli occhi.
C'era un'isola stavolta. E una partita di pallone. E una festa a cui avrei dovuto essere, ma che spiavo da lontano. All'aperto. Di notte. Piccole luci appese fra i rami spogli degli alberi, sfere bianche nella nebbia. E fango a terra e sulle mie scarpe. E un prato verde e bagnato.
Mi è bastato vedere un cappello, ieri, e ho sognato chi l'indossava.
Il signore delle uova oggi non c'era. C'era suo figlio. Avrei voluto chiedergli dove fosse il padre. Lui mi chiede sempre dei miei nonni. Sempre. E anche se oggi non c'era, gliel'ho detto lo stesso.
Stanno bene, grazie.

[...all things go, all things go to recreate us...]





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