10 gennaio 2007

Non ricordo

nemmeno cosa stessi cercando. In piedi sulla scala che porta al ripostiglio. C'è sempre un odore acre là sopra. Di scatole chiuse e valige di cartone. E di colla rappresa.
La lampadina dondola urtata dal mio braccio. Le ombre si allungano e si ritraggono. Ritmicamente.
Rivelando.
Sembrano tendersi verso di me per poi tornare a nascondersi. E nel tentativo di afferrarne una, scorgo sul fondo una cesta di vimini. Di quelle fatte a mano. Grande. Ha la forma di un bidone.
Mi allungo più che posso cercando di raggiungerla. Sento tante piccole esplosioni sotto la pelle del mio corpo teso.
E' lì dentro che tengo i giochi della mia infanzia.
Troppo piccolo per alzarla di peso, la facevo cadere di lato e ne svuotavo il contenuto. E quel cadere ha un suono ben preciso nella mia testa.
Fatto di scricchiolio di vimini e di mattoncini da costruzione. Di macchinine e biglie di vetro.
Raramente mi ci nascondevo dentro. Nonostante la luce filtrasse da piccole fessure, era il percepirla piena di cose anche quando era vuota a spaventarmi. E poi non mi piaceva sentirmi respirare. Vedere e non essere visto.
Ne afferro il bordo tirando con forza. Deve essere pesante, penso.
Ma la stretta non trova resistenza e quasi cado all'indietro.
La cesta è vuota. I miei giochi non ci sono più.
E la mia mano incredula continua a toccarne il fondo ben intrecciato.
Cercando cosa, mi chiedo.


[...and I miss your precious heart...]

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