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11 febbraio 2008

La luce

riflessa sul vetro della finestra di fronte riempie la stanza. E' accecante se la guardo dritta in faccia. Poi si attenua lentamente e scende. E scende piano il sole. Timido. Dietro l'orizzonte breve dei palazzi.
E' ancora giorno e in questa stanza già tramonta il sole. Si spegne l'ultimo riverbero di luce. Se chiudo gli occhi vedo solo macchie rosse e bianche.

hinomaru
[...say you need it when you don't...]

16 ottobre 2006

Adesso

conto fino a tre e si gira e mi guarda.
Uno.
Due.
Si gira.
E mi guarda.
Mi sorride e ci salutiamo. Di nuovo. Agitando la mano. Come due bambini. Poi la scala mobile lo porta giù. Resto ancora a fissarla per qualche secondo. Come se fosse la cosa più bella che abbia mai visto in tutta la mia vita.
Gli alberi coprono le luci della strada. Il marciapiede è quasi buio. Illuminato solo all'altezza del ristorante. Dove sono i tavoli all'aperto.
Un uomo e un bambino. Li fisso passando mentre mangiano. Non sono padre e figlio, penso.
Li vedrò il giorno dopo. Alla stessa ora. Nello stesso ristorante. Vestiti allo stesso modo. Ma in un tavolo diverso.
E il bambino mi guarderà.
Non vedo altro che il suo sorriso adesso. Non cerco altro che il suo sorriso adesso.
Scopro un nuovo profumo nel mio regno.
Chiudo la porta della mia stanza e ne respiro a pieni polmoni.


[...to call for hands of above,to lean on - wouldn't be good enough for me, no...]
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12 settembre 2006

Scendo

le scale lasciandomi alle spalle sorrisi ed un accenno di alba.
Avrei dovuto forse fare una promessa?
Aspetto il treno quasi mezz'ora. Mezz'ora in cui la banchina deserta inizia piano a riempirsi.
L'imbarazzo di esser solo mentre tutti sono in compagnia. Mi distraggo studiando la cartina della città. Leggo più volte l'elenco delle fermate degli autobus. Sto per tornare su quando il treno finalmente arriva.
Dolce dondolio e rumore assordante. Se chiudo gli occhi mi addormento.
Prima della mia fermata il treno si svuota. Nessuno a cui dover chiedere permesso. La scala mobile è deserta. Anche il tunnel.
Le linee del pavimento sono ipnotiche. Meglio fissare il fondo della galleria. Un'ultima rampa di scale.
E' giorno fatto.
E sento l'odore del mare. L'alba sulla spiaggia di quando ero bambino. La sabbia fredda sotto i piedi nudi. La corsa verso l'acqua gelida. Per dare il buongiorno ai pesci.
E i sacchetti pieni di conchiglie. Pecten.
E le passeggiate solitarie.
E la luna e il sole ancora insieme nel cielo. Come in questo giorno fatto. Dove in realtà non c'è alcun mare.
Eppure ne sento ancora il rumore.


[...red wine and food for free, a possibility...]

12 gennaio 2006

Ho bisogno

di un incubo. Di svegliarmi in piena notte urlando. Di essere scosso. Di sentirmi dire che tutto va bene, era solo sogno. Un incubo che svegli la mia vita dormiente. Dov'è la goccia che mi è stata promessa?
Il mio vaso è incrinato. Per ogni goccia versata una goccia si disperde.


[...is it medicine or social scare?...]